C’ERA UNA VOLTA AMIGONIA

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Categoría:Infantil

C’era una volta, in un mondo magico e invisibile ai nostri occhi, un posto chiamato “Amigonia”. Una mattina, Padre Luigi Amigò si svegliò di soprassalto dopo aver fatto un sogno e disse ai confratelli di aver trovato il luogo giusto per dare vita ad un posto speciale che accogliesse tutti i bambini del mondo.

C’era una volta, in un mondo magico e invisibile ai nostri occhi, un posto chiamato “Amigonia”.

Una mattina, Padre Luigi Amigò si svegliò di soprassalto dopo aver fatto un sogno e disse ai confratelli di aver trovato il luogo giusto per dare vita ad un posto speciale che accogliesse tutti i bambini del mondo.

Padre Luigi, allora, si mise in viaggio alla ricerca di questo mondo ancora inesplorato, ma ahimè, non riuscì a trovarlo in nessun angolo del pianeta. Così, dopo mesi di cammino, si fermò in un luogo di riposo e di meditazione per pensare. Mentre i giorni scorrevano, Padre Luigi immaginò nella sua testa questo posto speciale fatto di regole a colori: verde, giallo e rosso come il semaforo, avventure, amicizie, creatività e divertimento; un mondo che racchiudesse tutti i valori che lui aveva imparato da piccolo. Fu proprio in quel momento che accadde qualcosa di straordinario. Una piccola farfalla dai colori sgargianti si posò sulla sua spalla e sembrava volergli dire: «Seguimi!». Padre Luigi si alzò e la seguì fino a un grande albero con radici profonde e rami così alti da toccare il cielo. Tra le radici di questo grande albero comparve una porta luminosa e non appena la attraversò, si ritrovò finalmente ad Amigonia.

Era il luogo che aveva sognato, ma molto più bello!

Al centro di Amigonia c’era una casa davvero speciale. Non era speciale perché fosse la più grande o la più bella, ma perché ogni bambino poteva entrare e sentirsi accettato. In questo posto tutti imparavano che, per vivere bene insieme, erano importanti alcune semplici regole e per ricordarle c’era un grande semaforo.

Il verde diceva: “VAI!”, era il colore della gentilezza, dell’aiuto, della condivisione, della speranza e del coraggio di fare il bene.

Il giallo diceva: “PENSA!”, invitava a fermarsi un momento prima di parlare o di agire, a riflettere sulle proprie parole e azioni, e a mettersi nei panni degli altri.

Il rosso diceva: “FERMATI!”, ricordava che bisogna fermarsi quando un gesto o una parola possono fare del male, escludere qualcuno o interrompere un’amicizia. Quel semaforo non serviva per le auto, ma per il cuore.

Amigonia accoglieva bambini da ogni parte del mondo. Ognuno era diverso: c’era chi parlava un’altra lingua, chi aveva tradizioni diverse, chi era timido e riservato e chi aveva il sole negli occhi e una grande voglia di parlare. Nessuno veniva lasciato indietro, tutti erano importanti e tutti avevano qualcosa di bello da donare al prossimo.

Non c’erano bambini più importanti degli altri, ognuno veniva guardato negli occhi con attenzione e con affetto. Tutti avevano il diritto di parlare, di raccontare un’emozione, di fare una domanda, di esprimere un’idea o anche di restare in silenzio se ne avevano bisogno. Gli altri ascoltavano con il cuore, senza interrompere e senza giudicare, perché avevano imparato che ogni voce merita rispetto e che ciascuno di loro è unico. In questo posto non solo si studiava, ma si imparava soprattutto a volersi bene e a volere bene, a credere in sé stessi, a perdonare, ad avere compassione, ad accogliere chi era diverso, a condividere, a chiedere scusa e a ricominciare insieme.

Finalmente, Padre Luigi capì che il suo sogno era diventato la sua missione e da quel giorno iniziò a costruire il suo posto del cuore ispirandosi ad Amigonia. Amigonia non è un luogo che si trova sulle mappe. Amigonia è un modo di vivere, di educare e di volere bene.

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